Ciclo delle Performance. La chiave è nella costruzione degli obiettivi

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Intervista al dott. Bruno Susio, Presidente OIV di Roma Capitale

Il 14 maggio scorso, Ecoh Media ha organizzato in seno al Forum PA 2019 la tavola rotonda “Ciclo delle Performance: la fase cruciale della definizione degli obiettivi, target ed indicatori”. All’evento hanno preso parte funzionari e dirigenti della PA locale e centrale.

La discussione è stata un’occasione per confrontare diverse esperienze della Pubblica Amministrazione nel misurare le performance in maniera efficace. A guidarla, il dott. Bruno Susio, Presidente OIV di Roma Capitale, che in questa intervista tira le somme dei punti salienti emersi nella tavola rotonda del 14 maggio e traccia alcune prospettive per il futuro, anche in vista del IV Forum OIV in programma a Roma a giugno.

“Enti con caratteristiche molto diverse tra loro (…) hanno dichiarato un denominatore comune: la centralità della fase di costruzione degli obiettivi. Essa è la chiave di volta di tutto il ciclo della performance”

Dottor Susio, nel corso della tavola rotonda sono state evidenziate delle differenze tra enti locali e centrali nella pratica del ciclo delle performance o, viceversa, delle similitudini?

Alla tavola rotonda hanno partecipato enti con caratteristiche molto diverse tra loro. Erano presenti enti centrali, quali il Dipartimento della Funzione Pubblica ed Agenzia Spaziale Italiana; enti locali di grande complessità come la Città Metropolitana di Napoli; comuni metropolitani come Bologna e comuni di grandi dimensioni come il Comune di Viterbo.

Tutti questi enti hanno però dichiarato un denominatore comune: la centralità della fase di costruzione degli obiettivi. Essa è la chiave di volta di tutto il ciclo della performance. Avere obiettivi di scarsa qualità equivale ad avere una valutazione di scarsa qualità. È un assioma indiscutibile.

Posso confermare io stesso che lo sforzo maggiore che l’OIV deve compiere è quello di aiutare l’ente ad innalzare e qualificare il set di obiettivi da assegnare. Questo significa anche che gli obiettivi devono essere caratterizzati in maniera idonea da indicatori e target nonché da tutto ciò che aiuta la corretta programmazione (es. cronoprogrammi, risorse allocate, personale dedicato ecc.).

Alla luce di quanto emerso dal dibattito e delle sue competenze e esperienze, quali sono le pratiche migliori da seguire nell’attuazione concreta delle performance?

La mia esperienza dice che occorre presidiare molto il dialogo che necessariamente deve instaurarsi tra la componente che detta gli indirizzi, la politica, e chi deve tradurli in azione, la cosiddetta tecnostruttura. Le due parti devono dialogare e parlarsi perché l’amministrazione ha un mandato, delle strategie e delle visioni da realizzare e può farlo solo attraverso l’azione efficace della struttura. La struttura, d’altro canto, ha necessità di avere indirizzi chiari e coerenti per impostare la propria azione.

Nel corso della tavola rotonda però molto si è parlato anche del coinvolgimento degli stakeholders nella definizione delle priorità, sia in termini di valutazione dei servizi e quindi per indicare i miglioramenti possibili ma anche per la valutazione a preventivo del senso di utilità di un servizio. Se ci fosse una maggiore abitudine da parte della PA di ascoltare a preventivo i reali bisogni dei cittadini o la disponibilità ad utilizzare un certo servizio, forse si eviterebbero molti errori che portano ad investire energie e risorse in cose che rischiano poi di rivelarsi non utili.

Le PA sono inserite nel contesto generale di informatizzazione e digitalizzazione. Quali caratteristiche devono avere i software per aiutare davvero i dirigenti e i dipendenti preposti nella gestione delle performance?

A mio avviso devono avere tre caratteristiche chiave, che richiamano i migliori insegnamenti delle pratiche manageriali più innovative:

  • Devono essere basati sul principio del Visual Control System: le persone capiscono molto meglio e più velocemente se vedono graficamente e chiaramente gli oggetti che devono interpretare. Vedere e comprendere con schemi, grafici, linee di tendenza, radar chart ecc. è per me basilare per riuscire a capire un fenomeno. Tutta la nostra cultura, da sempre, è improntata alla lettura visiva delle situazioni;
  • Devono aiutare a scegliere le priorità: scegliere le priorità è sempre molto difficile, talvolta quasi impossibile. Ma bisogna farlo, altrimenti non si può fare tutto. Scegliere le priorità è l’essenza del management. La famosa legge delle priorità di Wilfredo Pareto (nota anche come legge 80/20) ci insegna che poche cose hanno una grande incidenza sui fenomeni che osserviamo. Un sistema informativo deve aiutare il manager a prendere le decisioni anche in termini di fare comprendere e vedere dove si annidano le priorità su cui intervenire;
  • Devono consentire la condivisione delle conoscenze: se ne è parlato nel corso della tavola rotonda. La squadra che realizza gli obiettivi deve essere accomunata dal medesimo livello di conoscenza degli obiettivi e delle interrelazioni tra strutture coinvolte. Un sistema efficace deve consentire la condivisione delle conoscenze, che è il miglior mezzo per far capire a tutti dove si sta andando e che cosa ognuno deve fare per realizzare il risultato

Il 10 giugno a Roma con la Rete Nazionale OIV sta organizzando il IV Forum Nazionale degli Organismi Indipendenti di Valutazione. In che modo l’introduzione di questo organismo ha apportato valore aggiunto al servizio pubblico?

Sono dieci anni dall’introduzione della figura dell’OIV nel mondo delle PPAA. Il D.Lgs 150/2009 ha disciplinato questa particolare figura e le successive modifiche legislative lo hanno trasformato in una vera e propria figura professionale. Si veda il fatto che con il DM 2/12/2016 è stato istituito l’Elenco Nazionale degli OIV.

L’OIV esercita un ruolo importante in particolare per indirizzare l’amministrazione verso una maggior orientamento al risultato e quindi a potenziare la capacità di generare valore pubblico per la collettività. Purtroppo, ad oggi, molti – come me – ritengono che l’OIV potrebbe avere molte potenzialità che ancora, per vari fattori, non sono ancora pienamente espressi. Parleremo di questo nel corso del IV Forum Nazionale OIV del prossimo 10 giugno 2019, Camera dei Deputati. Durante il Forum verrà inoltre presentato un volume, proprio sul tema della valutazione scritto con il contributo di circa una trentina di esperti del settore e curato dal sottoscritto insieme ad altri colleghi ed edito da Wolters-Kluwert, che intende fare il punto sugli esiti a dieci anni dall’introduzione dell’OIV sui risultati e sugli aspetti di miglioramento da potenziare.

Al Forum di giugno traccerete un quadro sullo stato dell’arte della valutazione delle performance a 10 anni dal D.Lgs 150/2009. Quali ritiene siano le prospettive future, rispetto alla strada già percorsa?

Abbiamo voluto dedicare questo Forum agli stakeholders degli OIV. Avremo tre sessioni tematiche, tre tavole rotonde in cui intervisteremo politici-amministratori, l’alta dirigenza e chi opera come strutture tecniche di supporto agli OIV sulle loro aspettative, esperienze, delusioni e gioie. Insomma, cercheremo di far parlare il più possibile gli interlocutori che incrociamo tutti i giorni nel nostro lavoro quotidiano di valutatori per capire da loro se e come la valutazione può migliorare. Il tutto con un’ottica non autoreferenziale ma guidata da chi, come i nostri stakeholder, può meglio apprezzare il lavoro sul campo che l’OIV, al di là degli obblighi di legge, realizza nell’ente per cui opera.

Strategic PA® sponsor del IV forum OIV

Dopo la partecipazione attiva al Forum PA 2019, con due eventi, Strategic PA® sarà sponsor del IV Forum OIV. Sul sito della Rete Nazionale OIV trovi le informazioni complete e il programma.

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